mercoledì 2 marzo 2011

Tipo Emily Dickinson, tanto per far qualcosa

La tavola sparecchiata della morte
con le porte che cigolavano
una di qua una di là dal salone
esibiva le ossa spolpate della gioia
i raggi del sole a bastoncino bruciato
le briciole dei cuori infantili.

Dai calici di marmo era caduto del sangue
corrose la tovaglia di sacco
inzuppò i tozzi morsicati del pane
annegò gli avanzi polmonari.
Cercai di andarmene, di alzarmi dalla sedia,
ma liquefatta la mia carne bianca mi fece capire.

9 commenti:

  1. tipo lettore tutt'altro che distratto...

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  2. Ciao Toni! Come sono sempre indietro col blog...

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  3. Bellissima ma non ti scopro certo io (scusa il tu anche se non ci conosciamo). E' un vero piacere girare fra queste tue pagine.

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  4. Ciao Gianluca! Con un ritardo enorme...

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  5. bella, e quegli "avanzi polmonari"... ciao marchesa.

    franz

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  6. vengo anch'io da quel tavolo

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  7. Molto coinvolgente la tua provenienza, caro Anonimo... (Mi metto Anonima anch'io perché non riesco a postare, ma sono sempre A.L.B.)
    Nel frattempo ho rivisto la poesia. Eccola nella nuova versione.

    La tavola sparecchiata della morte
    con le porte che cigolavano
    di qua di là dal salone
    esibiva ossa spolpate di gioia
    raggi del sole a bastoncino bruciato
    le briciole dei cuori infantili.

    Dai calici di marmo era caduto sangue:
    corrose la tovaglia di sacco
    inzuppò i tozzi morsicati del pane
    annegò gli avanzi polmonari.
    Cercai di andarmene, di alzarmi dalla sedia,
    ma liquefatta la mia carne bianca mi fece capire.

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  8. Felicità è
    Essere
    Di notte,
    E di giorno, a quel tavolo

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